Palermo, la città d’oro

“Chi ha visto una volta il cielo di Palermo, non potrà più dimenticarlo”, scriveva Johann Wolfgang Goethe. “Palermo è la città col panorama più bello del mondo”, rilanciava Oscar Wilde.

 

E “come puoi vivere senza conoscere Palermo?”, si chiedeva Milan Kundera. Palermo, dunque, almeno una volta nella vita, per immergersi nella storia del Mediterraneo e scoprire di ogni civiltà, fenicia, greca, araba, normanna, sveva e spagnola i monumenti più belli, nel più originale intreccio di stili.

 

Nessuna altra città al mondo vanta otto siti dell’UNESCO, capolavori dell’itinerario arabo-normanno. I primi ad accorgersi di quanto fosse speciale Palermo furono i Fenici che la battezzarono Zyz, fiore. Poi arrivarono i Greci, che le diedero il nome di Panormos, tutto porto, perché la città era tra due fiumi. Nel IX secolo fu la volta degli arabi che la chiamarono Balarm. Poi nel XII secolo toccò ai Normanni e la capitale del regno divenne Balermus.

 

A Palermo sono vissuti re, regine, imperatori e la più raffinata aristocrazia, e ognuno ha lasciato chiese d’oro puro, palazzi di ogni meraviglia, monasteri e giardini che hanno cambiato la storia del Mediterraneo. E insieme a questi capolavori dell’arte, splende la vita di tutti i giorni, i mercati, il mare, le feste religiose, una cucina di una ricchezza ineguagliabile, e il paradiso in terra della più raffinata pasticceria.

 

Aveva ragione Richard Wagner quando diceva che a Palermo c’è solo soltanto primavera ed estate. Solo qui ci si sente fiorire sempre.

 

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