Il nuovo volto dell’eleganza milanese

Olga Polizzi, Paolo Moschino e Philip Vergeylen hanno incontrato Sir Tremayne Carew Pole, fondatore della collana di libri di viaggio A Hedonist’s Guide to…(Piccoli atlanti edonisti nella versione italiana), per parlare di come hanno creato un hotel che racchiude l’essenza della capitale italiana della moda.


A poche settimane dall’apertura di The Carlton a Milano, Olga Polizzi conversa con la naturalezza di chi ha trascorso decenni a trasformare edifici storici in spazi intimi. Accanto a lei incontriamo i designer Paolo Moschino e Philip Vergeylen, che di tanto in tanto completano le proprie frasi a vicenda: un trio la cui complicità creativa ha dato vita ad alcuni degli interni d’hotel più affascinanti d’Europa.

Lady Olga Polizzi, Paolo Moschino, and Philip Vergeylen at Villa Igiea in Palermo

Era da tempo che Lady Olga e suo fratello, Sir Rocco Forte, consideravano Milano una destinazione chiave, ma trovare l’edificio giusto, centrale, di carattere e carico di potenzialità, non è stato semplice. “Era da molto tempo che cercavamo la giusta opportunità a Milano: volevamo trovare un posto che diventasse nostro, di cui andare fieri”, racconta. “Nel corso della ricerca ci siamo lasciati sfuggire uno o due edifici, ma quando abbiamo trovato questo, in una posizione così eccezionale, io e Rocco abbiamo avvertito che qui poteva nascere qualcosa di speciale”.

Ciò che mancava al The Carlton in termini di architettura era compensato da ciò che prometteva: “Non era un edificio particolarmente distintivo”, ammette, “ma proprio questo ci ha dato la libertà di creare qualcosa di nuovo”. Vergeylen concorda: “Tra tutti i progetti su cui abbiamo lavorato insieme, questo è quello in cui abbiamo davvero dovuto reinterpretare l’eredità dell’edificio e rafforzarne il senso di appartenenza storica. Abbiamo tratto ispirazione dalla città, da quel senso milanese di eleganza e misura, quella tacita sicurezza che non ha bisogno di ostentazione”.

Due ingressi, due Milano

La doppia anima del The Carlton inizia dalla sua posizione: l’hotel ha due ingressi, due soglie su volti distinti della vita milanese. Via Senato pulsa di energia: il ritmo frenetico della città si fa sentire. Al contrario, Via della Spiga, la via della moda, offre un accesso silenzioso e pedonale.

“Per me, è questa l’essenza del The Carlton”, dice Moschino. “Un ingresso è tranquillo, chic, elegante: molto milanese. L’altro è animato, votato al business. È esattamente ciò che rappresenta The Carlton: hai i due mondi insieme”. Una dualità che Milano incarna alla perfezione: da un lato la città antica, con la sua grandiosità misurata, dall’altro la nuova Milano, dove tutti vogliono vivere.

Questa tensione fra tradizione e modernità ricorre in ogni scelta del design. Moschino paragona l’hotel a “un palazzo milanese che si è evoluto nel corso di generazioni: puoi entrarci con un completo sartoriale ma con le sneakers. È questo il vero stile milanese: un’eleganza impeccabile, ma sempre con un tocco inaspettato”.

Five Star Hotel in the Heart of Milan - The Carlton, a Rocco Forte hotel

L’architettura della luce

Per realizzare la nostra visione siamo partiti da un intervento architettonico radicale. Il primo passo è stato occuparci delle proporzioni dell’edificio. “Volevamo si percepisse un senso di ampiezza fin dal momento in cui si varca l’ingresso”, ricorda Lady Olga. “Eliminando mezzo piano all’entrata, abbiamo guadagnato altezza e un senso di grandiosità. A livello architettonico abbiamo fatto tanto per elevare lo spazio e far entrare la luce”.

“Siamo riusciti a realizzare anche il cortile”, aggiunge Vergeylen, abbattendo quella che definisce “la peggiore sala riunioni mai vista”. Il cambiamento è stato radicale: ora una maestosa cupola in vetro sovrasta lo spazio, inondando il cortile di luce naturale. Colonne alte sette metri dominano l’ingresso, creando una soglia imponente ma accogliente al tempo stesso.

Lady Olga
"A livello architettonico abbiamo fatto tanto per elevare lo spazio e far entrare la luce.”

Dettagli che raccontano storie

Nell’atrio, un’installazione in vetro custodisce due antichi leoni in pietra, posizionati su piedistalli. “Volevo acquistare quei leoni da anni. Sono felice che siano a Milano, è il loro posto”, spiega Lady Olga. La storia di questi leoni, che hanno scoperto insieme, lungo le strade tortuose dell’Italia rurale e poi conservato per il progetto giusto, è emblematica del processo creativo condiviso: ogni oggetto ha qualcosa da raccontare.

Ma l’ispirazione iniziale per l’ingresso è ancora più sorprendente: un palazzo Art Déco in India, costruito per un maharaja. “Non sembra indiano”, precisa subito Vergeylen. “Abbiamo tradotto alcuni elementi nel contesto milanese. Il risultato è essenziale, misurato, curato nei dettagli”.

Il design del bar prende spunto da una fonte inaspettata: il Museo del Novecento, il museo meneghino preferito di Vergeylen. “Se guardi il bancone, è la reinterpretazione di un’opera in gesso anni ’50 esposta al suo interno. Nel cortile, invece, c’è un grande fregio ispirato all’esterno dell’edificio. Ci sono cenni che spero il pubblico trovi divertenti: elementi di design utilizzati in un contesto del tutto diverso”.

Moschino aggiunge: “Sono proprio questi dettagli che ti invogliano a restare. Non credo sia un bar in cui passare e basta, ti viene voglia di sederti e guardarti intorno. E lo stesso vale per il ristorante: ti avvolge, ti accoglie, ti invita”.

Il ristorante espone opere dell’artista milanese Pierantonio Verga, allievo di Lucio Fontana, il celebre pittore. “Cercavamo arte che parlasse in qualche modo del Nord Italia, e abbiamo trovato una persona che aveva acquistato tutte le sue opere”, spiega Lady Olga. “Mi piace molto che sia una collezione di un solo artista”. Questo approccio, ovvero la scelta di più opere firmate dallo stesso autore, crea coesione senza cedere alla monotonia.

In tutto l’hotel si percepisce un filo conduttore discreto, che scorre letteralmente sotto ai piedi: lo stesso motivo decorativo, disegnato appositamente per The Carlton, è proposto sul marmo dell’ingresso, sul legno del bar e sulla moquette del ristorante. “Stesso disegno, proporzioni diverse”, osserva Moschino. “Lo abbiamo usato perfino sui piatti!”.

Lusso, artigianalità e integrità milanese

“L’hotel è incredibilmente lussuoso, ma per me è una nuova idea di lusso”, dice Moschino. “Non parliamo di rubinetti d’oro o lampadari grandi come una Fiat 500. Il vero lusso è lo spazio: la grandiosità che percepisci appena entri, la calma che abbiamo creato all’interno. I soffitti alti, le stanze luminose: ecco cos’è il lusso”.

Questa sensazione di raffinatezza si estende anche all’artigianalità e all’origine dei materiali. “Tutte le lampade sono realizzate a mano”, prosegue. “Sono tutte leggermente diverse, e a parer mio è proprio questo il lusso: puoi vedere che dietro c’è un vero lavoro artigianale”. Gran parte degli arredi è stata prodotta a livello locale, ispirata ai grandi maestri del design italiano come Gio Ponti e Piero Portaluppi.“È tutto made in Italy, tutto fatto intorno a Milano”.

Forse l’elemento più significativo è la collaborazione con San Patrignano, una comunità di recupero che aiuta le persone a ricostruire la propria vita attraverso il lavoro artigianale. “Uno dei loro laboratori si occupa di carta da parati”, spiega Vergeylen. “Abbiamo lavorato a stretto contatto per creare diverse collezioni, inclusa quella pensata appositamente per il The Carlton, che non verrà mai utilizzata altrove”.

Insieme, questi dettagli creano uno spirito profondamente milanese, raffinato ma umano, che sa di poter accogliere anche la bellezza imperfetta del vero artigianato.

Superior Suite of The Carlton hotel, five-star hotel in the Quadrilatero della Moda milanese district

Stanze con un’anima

Se gli spazi comuni esprimono la grandiosità di Milano, le camere ne raccontano il lato più intimo: sono pensate per essere vissute. “Cerchiamo sempre di fare in modo che diano l’idea di una residenza, una casa”, spiega Lady Olga. “Quando progetti una stanza, il comfort deve essere la priorità: una buona illuminazione accanto al letto, spazio nei bagni per riporre le proprie cose. I dettagli pratici vengono prima, poi segue tutto il resto”.

“Si dorme come in paradiso”, aggiunge Moschino. “Abbiamo ordinato gli stessi letti anche per noi, perché sono comodissimi”.

“Le camere sono divertenti”, sottolinea Lady Olga. “Del resto, Milano è la capitale del design contemporaneo, e credo che il nostro stile sia piuttosto attuale, pur avendo inserito anche elementi del passato. Il risultato è molto milanese, ma con il suo carattere distintivo”.

Moschino concorda. “Ci sono moltissimi elementi, tutti con un’anima: ogni volta, noti qualcosa di nuovo. È anche questo che spinge gli ospiti a tornare”.

Dalla biancheria all’illuminazione, fino ai libri scelti per essere letti davvero, e non solo esposti, ogni elemento è stato pensato per essere usato e offrire un piacere autentico.

L’arte di lavorare con menti creative

Quando le si chiede se le capita mai di dissentire, Lady Olga ride: “Sempre!”. Ma per Moschino è proprio questo il punto di forza. “Per me il disaccordo è passione: dimostra che è qualcosa che ci interessa. Spesso discutere significa arrivare a un risultato migliore, perché le idee passano dall’uno all’altra, e così diventano sempre più interessanti. Si mantiene viva l’energia”.

Per Vergeylen, questa tensione creativa è alla base del loro successo. “L’architettura dovrebbe essere perfetta e apparire perfetta”, afferma. “Il design d’interni no. Un interno perfetto rischia di sembrare senz’anima. Preferisco un accenno di cattivo gusto, qualcosa con un po’ di carattere, piuttosto che l’assenza di personalità”.

Aggiunge: “Il rapporto tra Rocco Forte Hotels e il mio team funziona, e si vede, ve lo garantisco. C’è una vera simbiosi: che si tratti di un progetto privato o di un hotel, quando la collaborazione è buona il risultato si percepisce”.

Mentre la conversazione sta per concludersi, Lady Olga pensa al futuro dell’hotel.
“È importante che un hotel venga accolto dalla città”, dice. “Se il bar e il ristorante sono vivi, se i milanesi scelgono di venire qui per un drink o un pranzo nel cortile, allora capisci che hai raggiunto l’obiettivo”.

The Carlton Milan non nasce semplicemente come un altro hotel di lusso, ma come un nuovo tipo di edificio urbano: uno spazio che celebra l’eleganza milanese, che sceglie l’artigianalità autentica al posto dell’opulenza scontata, e che apre le porte agli ospiti in ambienti pensati per accoglierli, non per fare colpo.

In una città dove la moda detta le tendenze, la riapertura del The Carlton lancia un messaggio discreto ma deciso su cosa significhi oggi il lusso, e su cosa potrebbe diventare domani.


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