Nato a Milano e concierge da sette anni, Alessandro sa come svelare, uno dopo l’altro, i tanti strati della sua città.
“La bellezza di Milano si svela piano: per apprezzarla al meglio, devi sapere dove guardare”
I cinque luoghi imperdibili per Alessandro:
Una storia personale
Sono una persona molto curiosa, e la scienza e la tecnologia sono da sempre una mia passione. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci però ha un posto speciale nel mio cuore: da bambino ci andavo con mio padre quasi ogni domenica. Anche l’edificio in sé è spettacolare: un antico monastero, con ancora i chiostri storici. Dentro ci si trova di tutto: storia, invenzioni, e perfino un vero sottomarino dell’epoca della Guerra fredda.
Un’altra tappa irrinunciabile è il Castello Sforzesco. Accanto c’è il meraviglioso Parco Sempione, nato sull’antica piazza d’armi. Ma è il castello il vero capolavoro: una fortezza che affonda le sue radici nel XIV secolo e deve il suo nome agli Sforza, la nobile famiglia che ne è stata a lungo proprietaria. Osservando con attenzione, si vede il tempo inciso nelle sue mura: ogni epoca e passaggio hanno aggiunto qualcosa di unico. E dopo così tanto tempo, abbiamo ancora la fortuna di poterlo vedere e vivere da vicino.
Capolavori oltre l’Ultima Cena
All’interno del Castello Sforzesco convivono diversi musei, due dei quali sono tesori che molti visitatori finiscono per perdersi. Il primo è un museo dedicato a un’opera in particolare: la Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti, una statua in cui il corpo di Cristo è sorretto dalla Vergine Maria. Fu commissionata da una famiglia fiorentina, ma Michelangelo morì prima di finirla. Vedere come realizzava le sue opere è incredibile: dove usava il martello, come trasformava il marmo; si può quasi cogliere come funzionava la sua mente. L’altro è la Sala delle Asse, una sala da pranzo nobiliare dipinta da Leonardo da Vinci: sembra una foresta, con la volta ricoperta di vegetazione. Durante i lavori di restauro, sono stati rinvenuti molti lavori preparatori sotto la calce, uno scorcio della sua maestria che vale la pena vedere.
Nobili segreti nel Quadrilatero della Moda
Una cosa molto interessante di Milano sono le nostre case museo. E siamo fortunati ad averne un buon numero, perché molte famiglie nobili o aristocratiche hanno lasciato le loro case e ville al Comune di Milano, rendendo accessibili al pubblico le loro collezioni. Ce n’è una che amo in particolare, proprio dietro l’angolo: il Museo Bagatti Valsecchi, vicinissimo a Via Manzoni. È piccolo ma bellissimo: è sorprendente vedere come vivevano un tempo queste persone. Appena entri nel cortile, la città scompare: un pezzetto di paradiso dove non filtra alcun rumore.
La visione moderna di Milano
Per quanto riguarda l’arte moderna, sono due i musei che mi vengono subito in mente: il primo è la Triennale di Milano, un’istituzione culturale che propone mostre a rotazione di varie forme d’arte, motivo per cui a ogni visita si trova qualcosa di diverso e stimolante. L’altro è l’ADI Design Museum, che ospita l’intera collezione del Premio Compasso d’Oro, istituito nel 1954 da Gio Ponti, visionario del design: è il modo in cui l’Italia riconosce il design d’eccellenza, tra arredi, prodotti e grafica. Camminando in questo museo, ti scorre davanti la storia del design italiano, come siamo passati dall’antico artigianato all’innovazione moderna: dimostra che siamo da sempre creatori e designer.
Dove vive l’energia creativa
Se mi chiedi dove si percepisce l’energia creativa di Milano, la mia reazione immediata è: vai a Brera. C’è la Pinacoteca di Brera, che ospita capolavori di Bellini, Caravaggio e Tintoretto nell’edificio più bello: ci si possono passare ore, e poi ci sono anche tanti piccoli atelier e negozi. È una zona molto bohémien e artistica, e a me piace perdermi tra le strade acciottolate, perché è come tornare indietro nel tempo. Poi consiglierei di andare all’Isola: negli ultimi anni è come rinata, ed è diventata un posto giovane, pieno di energia. Le strade sono un concentrato di vivaci negozi di design, bar e caffè: c’è sempre fermento.
Gli strati sotto la superficie
In epoca romana, Milano era chiamata Mediolanum, che significa “in mezzo alla pianura”, e non a caso siamo proprio nel mezzo della Pianura Padana: l’Italia è in gran parte montuosa e collinare, quindi questa zona all’epoca era molto strategica, soprattutto per l’agricoltura e l’allevamento. Le tracce dell’Impero romano sono rare, ma si possono ancora vedere i magnifici resti del Palazzo Imperiale di Massimiano in Piazza Tomasi di Lampedusa. A poca distanza c’è la Torre dei Gorani, di origine medioevale, circondata da architetture recenti: qui si vedono secoli di storia in un unico luogo, che fonde epoca romana, medievale e moderna. Ed è questa la vera Milano. Dal mio punto di vista, è bello sapere da dove vieni, tra memoria e storia che si fondono.
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