La fotografa Kiki Kausch racconta di Lagerfeld, del lockdown e della sua nuova mostra "43 Days"

Rocco Forte Hotels
GIU 30th

Kiki Kausch è una fotografa e vive a Berlino. Il suo ingresso sulla scena artistica contemporanea è stato segnato da un ritratto di Karl Lagerfeld nel 2005 e, da allora, è una delle ritrattiste di maggior successo al mondo. L'interruzione forzata a causa del lockdown di "Merkel, Power and Models", la sua mostra presso Villa Kennedy, ha fornito alla fotografa l'ispirazione giusta per lavorare a un nuovo progetto. La nostra intervista delinea un ritratto della persona che di solito si trova dall'altro lato della fotocamera.

 

Ci racconti qualcosa del suo background artistico…

"Il mio percorso nell'arte non era prestabilito. Anzi, è caratterizzato da meravigliose coincidenze e dal desiderio di seguire il mio istinto. Il mio primo lavoro come caporedattrice di un telegiornale mi ha insegnato molto presto che nella società tutto è collegato, e che le immagini sono gli strumenti migliori, perché arrivano al cervello prima delle parole.

Il mio primo lavoro come artista e fotografa è stato un trittico raffigurante Karl Lagerfeld a New York sul set di un servizio fotografico per Chanel. Ho scattato quelle foto per pura coincidenza. Quel lavoro è stato esposto in una mostra a Berlino ed etichettato come "senza autore". Da quel momento alcuni collezionisti hanno iniziato a interessarsi seriamente alle mie fotografie.

Non esiste una guida al successo per gli artisti. Si può solo cercare di dare il massimo. Saranno gli altri a stabilire se sarà un successo. Il settore dell'arte è molto complesso e cambia continuamente. Agli artisti non servono più fiere o gallerie per avere visibilità. Internet offre una nuova piattaforma, ma l'esperienza fisica rimane indispensabile."

 

E come descriverebbe i suoi lavori?

"Le mie opere sono caratterizzate da un'esigenza estetica: zeitgeist e atemporalità. Ogni tema contiene storie che ho vissuto in prima persona. Adoro sorprendermi continuamente. Per la mia serie "3 Minutes With" ho avuto l'opportunità di fotografare molte star di Hollywood, senza indicazioni o accordi precedenti: un'esperienza unica."

 

Com'è iniziato il suo rapporto con Rocco Forte Hotels?

"La fotografia si unisce alla perfezione con la mia passione per i viaggi, e devo molto a Rocco Forte Hotels, perché è nell'Hotel de Rome di Berlino che dieci anni fa ho tenuto la mia prima mostra personale. Era la prima mostra d'arte temporanea organizzata in quell'hotel e le opere si integravano perfettamente nel design degli interni curato da Olga Polizzi. I miei collezionisti arrivano da ogni parte del mondo perché Sir Rocco Forte, da bravo hotelier, ha adottato sin dall'inizio un'ottica internazionale.

Ho già organizzato sei mostre in strutture di Rocco Forte Hotels e posso dire che il gruppo dà lavoro a persone fantastiche, dai portieri ai manager. Esporre in un hotel presenta sfide diverse rispetto a un museo o a una galleria. Bisogna ispirare gli ospiti, farli parlare e magari dare anche una svolta alla loro giornata. Il tutto però senza la pressione che si proverebbe in una galleria."

 

Cosa l'ha portata a esaminare il potere femminile in un modo così unico in "Merkel, Power and Models"?

"Il tema è più attuale che mai. Ho incontrato Angela Merkel presso la Cancelleria Federale Tedesca nel 2015, quando la crisi dei rifugiati era ancora agli inizi. La foto che le ho scattato, per me, è un omaggio alla sua leadership e al suo spirito. Tra le altre donne che compaiono nella serie ci sono Cameron Díaz, Toni Garrn e una splendida pilota di aerei araba. Spero che lei, in particolare, possa diventare un modello per le giovani donne. Le donne forti non hanno bisogno di mostrare i muscoli per farsi strada. Riuscire a trasmettere questo messaggio nella mia arte con facilità e intelligenza mi diverte molto."

 

Come ha trascorso il lockdown? Che programmi ha per la prossima mostra?

"Dopo due settimane di lockdown, mi sono chiesta una cosa: come potremmo ricavare qualcosa da questa complessa sensazione che proveremo una sola volta nella vita? Come vedremo questo periodo tra un anno, o tra cinque? Mi interessavano la malinconia, la poesia e anche l'incanto di quel momento, pur mantenendo la costante consapevolezza di quante persone si trovassero e si trovino ancora in condizioni disperate.

Per "43 Days" ho ritratto 43 abitanti di Berlino nelle loro case o dovunque si sentissero a casa. Ci sono attori, atleti, l'unico chef a tre stelle Michelin della città, muse, fabbricanti e manager (incluso Gordon Debus, Direttore generale dell'Hotel de Rome). Di norma ci vorrebbero mesi per organizzare qualcosa del genere, ma in quel momento erano tutti liberi. Per rispettare le regole, ho scattato le foto da una scala usando la mia Leica. Sul set c'eravamo solo io e il soggetto da fotografare, nessun assistente.

Non erano persone a cui ero vicina, neanche idealmente, perché volevo creare un momento privo di pregiudizi. Erano tutti appuntamenti al buio. Da questo punto di vista sono stata infinitamente grata per la fiducia che ho ricevuto e ho avuto l'impressione che tutti abbiano gestito la situazione con ottimo senso pratico o grande creatività. Un'esperienza che ho davvero assimilato. Ed è anche diventato subito più chiaro il vero significato di salute, libertà, amore e comunità. Poter unire tutto questo al proprio lavoro è un dono."

 

Le sue edizioni hanno sempre un numero limitato di foto…

"La fotografia fine art è tutta una questione di limitazione. Per me un'edizione include sempre da tre a dieci foto, e questa regola deve essere rispettata rigorosamente. È questo che la rende preziosa. Rispetterò sempre quei numeri, indipendentemente dalle vendite. Vado piuttosto fiera del fatto di essere tra le fotografe più costose, e di aver raggiunto questo traguardo in maniera poco tradizionale."

 

Tornando a Francoforte: cos'è che la rende una città speciale, e come passa il tempo quando è lì?

"Francoforte è casa mia. Sono cresciuta lì vicino, a Wiesbaden. Mia figlia è nata lì. Nell'Assia abbiamo inventato la salsa verde e il sidro di mele, per amore di Goethe! Non si può chiedere di più. L'atmosfera di Francoforte è molto più rilassata ora. La settimana della moda ha lasciato Berlino per Francoforte. Chi l'avrebbe mai detto? Stanno arrivando anche sentori di Parigi, Milano e New York. Non vedo l'ora di prendere il prossimo volo per Francoforte!"

 

Prenotate il vostro soggiorno al Villa Kennedy e godetevi la mostra "Merkel, Power and Models" di Kiki Kausch inviando un'e-mail all'indirizzo reservations.villakennedy@roccofortehotels.com o telefonando al numero +49 69 717 12 1430.