Guida alla dieta climatariana

Rocco Forte Hotels
GEN 6th

Un approccio ambientale alla ristorazione

“Ci troviamo in un momento davvero stimolante per quanto riguarda la ristorazione, sia nel Regno Unito sia in tutta Europa, con i nostri ospiti che mostrano un amore sempre maggiore e una curiosità generale verso la grande cucina, gli chef e gli ingredienti locali di prima qualità. Sento che Rocco Forte Hotels, come brand, è ben posizionato per offrire un’eccitante e più ampia offerta gastronomica che completi la sua già straordinaria ospitalità” spiega lo chef stellato Michelin Adam Byatt, direttore culinario del ristorante Charlie’s di Londra in Regno Unito.

Man mano che diventiamo più consapevoli del nostro impatto sul pianeta, molti di noi si stanno orientando verso una dieta “climatariana” con un minore impatto ambientale. Di seguito, esploriamo questo filosofia sempre più popolare.

 

Cos’è un climatariano?

In parole povere, un climatariano sceglie cosa mangiare in base a ciò che è meno dannoso per l’ambiente. Questo implica consumare ingredienti che sono stati prodotti localmente e che producono una minore impronta di carbonio.

Il termine climatariano è entrato nel dizionario Cambridge nel 2015 e sta prendendo piede mano a mano che le nostre responsabilità ambientali diventano sempre più importanti. I ristoranti stanno rendendo i loro menu “climatarian friendly”, app come Kuri propongono ricette climatariane e aziende come la startup tecnologica Moonshot stanno vendendo “software di sostenibilità” per incoraggiare le aziende alimentari a monitorare il loro impatto ambientale.

 

Come posso diventare un climatariano?

I consumatori stanno diventando più consapevoli dell’impatto ambientale delle loro scelte alimentari e stanno prendendo azione. Una semplice regola per diventare un climatariano è quella di considerare il proprio impatto sull’ambiente attraverso decisioni di vita quotidiana. 

I climatariani hanno capito che essere vegetariani non è più la risposta per aiutare a invertire il cambiamento climatico. Sostituire la carne in favore di verdure coltivate in serra che poi viaggiano per migliaia di chilometri per raggiungere la nostra borsa della spesa potrebbe effettivamente aumentare l’impronta di carbonio piuttosto che ridurla, ad esempio. 

Anche se molti climatariani non sono vegetariani, si assicurano che la carne che consumano provenga da fattorie locali, piuttosto che da allevamenti oltreoceano. Si procurano anche frutta e verdura di stagione, evitano di sprecare il cibo, scelgono prodotti con etichette senza olio di palma e sostituiscono i pasti pronti con quelli cucinati da zero.

 

Dove cenare con noi in Europa

Molti dei nostri ristoranti in Europa hanno già implementato dei menu che si adattano a una mentalità climatica. In Sicilia, Verdura Società Agricola (Verdura Organic Farm) è il nostro modo di condividere con voi i nostri prodotti. Nella nostra tenuta di 230 ettari al Verdura Resort, abbiamo 2.000 ulivi, 3.000 aranci, 250 mandorli, 150 fichi d’India, 120 melograni e 50 alberi di limone. Il nostro orto biologico si estende per oltre 2.600 m² di terreno, dove vengono coltivate erbe aromatiche e verdure biologiche, come carciofi, melanzane, pomodori, peperoni, meloni, peperoni rossi, fagioli, rosmarino, salvia, menta, finocchio selvatico e molto altro. Raccogliamo a mano questi ingredienti ogni giorno per servirli nei nostri ristoranti e bar. Produciamo anche il nostro olio d’oliva, pesto e pâté che potete portare a casa con voi o ordinare a domicilio.

Nel frattempo, il ristorante Sophia’s del Charles di Monaco è noto per quella che viene chiamata “botanical bistronomy” (bistronomia botanica), ossia l’utilizzo di ingredienti provenienti dai vecchi giardini botanici che confinano con l’hotel, nonché prodotti che sono stati raccolti a mano da produttori locali. Il suo formaggio artigianale proviene da caseifici, fattorie alpine e monasteri, mentre la carne e il pesce come la selvaggina e la trota arrivano da Gutshof-Polting, una fattoria a conduzione familiare situata in Baviera e fondata nel 1899.

Nel Regno Unito, il nostro Chef Director Adam Byatt è un campione nell’uso di prodotti locali e stagionali per creare piatti classici britannici con un tocco contemporaneo nel nostro rinomato ristorante Charlie’s al Brown’s Hotel di Londra. Anche al Number One, al The Balmoral di Edimburgo, i suoi ingredienti provengono da una lista eccezionale di agricoltori e pescatori di fiducia per creare una cucina scozzese dal tocco moderno.

 

Scopri una serie di piatti freschi e di provenienza locale in ognuno dei nostri hotel in Europa.